mercoledì 13 novembre 2013

La rocca di Maioletto

L'alta Val Marecchia, parte dell'antico territorio del Montefeltro, è un'area tappezzata da suggestivi borghi e antichissime rocche, basti pensare a San Leo, Petrella Guidi, Casteldelci, Pennabilli, Verucchio, alla rocca di Sant'Agata Feltria, a quella di Montebello di Torriana e a tante altre fantastiche località. C'è né una però che è riuscita a mantenere se non addirittura aumentare il suo fascino grazie ai funesti avvenimenti alla quale fu sottoposta secoli addietro: si tratta dell'antica rocca di Maioletto.

Maioletto era durante il medioevo, un importante insediamento a ridosso d'una rupe, sovrastato da una rocca considerata da tutti inespugnabile. La sua posizione strategica fu motivo di dure lotte tra le signorie dei Montefeltro e dei Malatesta, difatti il possesso di Maioletto rappresentava la chiave d'accesso alla vicina San Leo. Il borgo e la rocca seguirono le vicende storiche del Ducato di Urbino fino alla devoluzione di quest'ultimo allo Stato Pontificio nel 1631. Nemmeno cento anni dopo, la notte tra il 29 ed il 30 maggio del 1700, inseguito a quaranta ore ininterrotte di pioggia, parte del colle franò portando con se quasi tutto il paese e gran parte dei suoi abitanti. Questo tragico evento sconvolse tutto il territorio e venne interpretato come una punizione divina, si diffuse infatti la diceria che nel borgo, durante il periodo di quaresima, avvenissero i cosiddetti balli angelici, una sorta di rito pagano culminante con orge collettive. 
La disastrosa frana pose fine all'esistenza di Maioletto e gli abitanti superstiti si dispersero lungo la Val Marecchia. Oggi la rupe e i resti della rocca sono circondati da un bellissimo paesaggio tra calanchi, radure erbose e boschi, meta ideale per archeologi, botanici, rocciatori o semplici escursionisti.

Sono molti anni che conosco la storia di Maioletto ma solo quest'estate sono riuscito ad organizzare una passeggiata fino ai resti della rocca. La forma della rupe è inconfondibile quindi molto facile da raggiungere. La strada che consiglio è da sud, attraverso il bivio per Boscara, passando per il borgo di Poggio e poi lungo i suggestivi calanchi antistanti la grande roccia; una camminata un po lunga ma molto gratificante. 

Le immagini dell'escursione...

Lascio l'auto nel parcheggio del cimitero limitrofo al bivio per Boscara e già da qui la scoscesa rupe di Maioletto è ben visibile. Da questo versante però non si possono osservare i resti della rocca che invece sono ben visibili dalla Val Marecchia, a nord.
Scendo lungo la strada d'asfalto fino a raggiungere le case di Poggio ed attraversarle.
Uscito dal borgo ecco riapparire il picco circondato da praterie e calanchi.
Volgendomi ad est vedo la poderosa Rocca di San Leo ed il suo borgo meraviglioso, peccato per questo cielo plumbeo che attenua la visuale. Pensandoci, anche Maioletto a grosse linee rispecchiava la struttura della sua vicina e forse per molti aspetti le assomigliava.
Un palo della luce piegato dagli innumerevoli movimenti franosi a cui è soggetta questa terra.
Vista sulla Val Marecchia e la cittadina di Novafeltria.
Lungo i calanchi bordati da erbe dorate.
Alla destra del sentiero si apre una spaventosa voragine che scende a valle, queste pareti scoscese rendono inquietante il paesaggio, pensandoci bene la stradicciola sarebbe il set ideale per un film su Frankenstein... avete presente la scena di quando la carrozza corre verso il castello appollaiato sulla rupe?!
Indovinate il nome del fosso che nasce da questi calanchi... Cacarello!
Mi avvicino al grande masso ammaliato da questo paesaggio per me inedito, è la prima volta che cammino su dei calanchi ma allo stesso tempo mi chiedo come sia stato possibile edificare una cittadina in un terreno talmente instabile. Camminando sul sentiero noto che la terra non è altro che fango secco e di tanto in tanto mi imbatto in grandi inghiottitoi .
Prossimo alla rupe incontro questo cippo di recente fattura. La stele fu posta qualche anno fa dal comune di Maiolo, il diretto discendete del Castello di Maioletto. Oltre a recare lo stemma comunale e una riproduzione stilizzata dell'antico maniero, ricorda in poche righe le tragiche vicende che posero fine alla cittadina fornendo anche un elenco delle vittime.

L'epitaffio certamente tratto da un antico testo recita così:

Majolo
Terra del Montefeltro, Stato d'Urbino,
lieto soggiorno e fruttifero paese, ora
affatto rovinato e sepolto per uno
staccamento di terra del monte
superiore e rupina della parte inferiore,
seguito li ventinove maggio, in tempo di
notte, l'anno del Giubileo 1700,
regnante Innocenzo XII, nel mentre che 
cadeva dirottissima pioggia, durata per
lo spazio di ore quaranta, restando sotto
le rovine morti gran parte degli abitanti.

L'elenco di quei poveri sventurati:

Caterina Arrigoni
Lucrezia Ai
Majolo
Marco Antonio
Margherita
Rev. Don Pietro Camaglia
Antonia Cucci
Caterina Maffei
Clara Morandi
Giovanni
Maria Domenica
Rocco
Aurelia Moretti
Cristofora
Marta
Antonio Poggi
Gaetano
Giacomo
Maria
Petronilla
Virginia
Vittoria
Anna Rossi
Ginevra
Ambrosiana Trotti
Antonio Maria
Giovanna

A ridosso della rupe do uno sguardo alle magnifiche praterie che in parte ricoprono i calanchi. Proprio per queste grandi distese erbose, dove sono state censite ben seicento specie di piante, la Comunità Europea ha dichiarato l'area d'interesse comunitario e quindi soggetta a protezione speciale. Aggiungo che grazie a questo spazio incontaminato, lungo il sentiero si è perennemente circondati da numerosissime farfalle, cosa mai vista in altri luoghi.
Giunto ai piedi delle rocce ecco la piccola Chiesa di San Rocco, unico edificio sopravvissuto alla tragica frana giunto a noi in buono stato. Sotto di essa un'attempata lapide in maiolica riporta con toni severi e profetici il resoconto della sciagura che colpì Maioletto:

......"più che la curiosità ci mosse la compassione e le lacrime quel, che
non è più, castello di Majuolo, ora che giace sepolto entro di se stesso
per la slamatura di quella gran falda di monte, sopra cui esso giaceva
(.......) poiché a poco a poco raso, e tolto via dal vicino fiume un ar
gine di terra, che serviva di sostruzione e di appoggio a quel monte
base di Majuolo, s'incominciarono a vedere prima le fissure né muri,
indi la caduta di qualche edificio più vecchio, dopo eziandio dé nuovi.
E pure (chi lo direbbe!) quei medesimi, che furon sordi alla parola
di Dio, divenner ciechi a tanti segni, che Dio medesimo diede a
questa piccola Ninive sicchè non seppero scansarsi, prima con la peni
tenza, e poi con la fuga da quella rovina, che rovesciando sottosopra
in un con i tempj le case, le torri e tutti i muri, non fa ora più distin
guere su quella inuguaglianza di fondo, ove giacque una volta Majuolo,
di cui pianger si dee la perdita"
BRANO TRATTO DA:
LETTERE INEDITE DI MONSIGNOR GIAMMARIA LANCISI
ARCHIATRO PONTIFICIO

Vicino alla lapide (nella foto si vede a malapena), ho notato una strana palla formata da cavi arrugginiti e avvinghiata da corde rotte, ancorata alla nuda roccia della rupe con una semplice catena. Strano vero!?... aveva tutta l'aria di essere un'opera d'arte ma conciata in quel modo... girando su Youtube alla ricerca di informazioni, ho scoperto che cosa è la strana palla rugginosa e perchè è in quello stato. Si tratta di una scultura ideata e disegnata da Tonino Guerra, il noto poeta, scrittore e sceneggiatore romagnolo venuto a mancare lo scorso anno, simpaticamente ricordato da molti per la celebre battuta in uno spot pubblicitario, "Gianni!, l'ottimismo è il profumo della vita!". L'opera intitolata "Il gomitolo dei suoni dimenticati", è scivolata giù per i calanchi a causa di una frana e due domeniche prima del mio passaggio è stata recuperata dai ragazzi della Scuola di Arrampicata Valmarecchia; ecco perchè l'ho trovata così malconcia. 
In questo  VIDEO, avete la possibilità di vedere la "palla" ed il suo rocambolesco recupero.
La facciata della Chiesa di San Rocco, al suo interno è ancora custodito un'affresco del XVI° secolo.
All'esterno un altare e sotto incisione di Madonna col Bambino.
Lasciata la chiesa, continuo a seguire un sentiero che costeggia un muro di roccia, quest'ultimo forse creatosi dal distaccamento della celebre frana del 1700. Ad un certo punto il sentiero arriva ad una scaletta.
Una volta salito mi ritrovo sul costone dove sorge la rocca ma prima di arrampicarmi, do un'occhiata ai pochi resti rimasti dell'antico abitato.
Ecco la rocca, la salita per raggiungerla è veramente dura, le pendenze elevate.
Una delle due torri poligonali della fortezza.
Le mura viste dall'interno.
Una bandiera campeggia su uno dei bastioni che dominano la Val Marecchia.
La spettacolare vista sulla valle verso est.
La Rocca di San Leo, sembra poggiare su una zattera di pietra che sta andando alla deriva tra i colli.
Una delle immagini più rappresentative del Montefeltro.
Dalla cima della rocca osservo il sentiero dal quale sono venuto, pare quasi una foto aerea.
Scendo dall'altro bastione ad osservare le mura.
Un ultimo colpo d'occhio verso Novafeltria prima di tornarmene a casa.

La Rocca di Maioletto è un luogo stupendo, consiglio a tutti di andare a visitarla o perlomeno girarci attorno, ne vale la pena, credetemi. Presto spero di tonare per esplorare il versante nord e ricercare i segni della sciagura che decretò la fine di questa fiorente cittadina.

Guarda la mappa dell'escursione.

23 commenti:

  1. La Val Marecchia è un luogo a parte. E' tutto bello!!

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    1. Verissimo! si tratta di una vallata eccezionale che purtroppo conosco ancora molto poco.
      Ciao Roberto.

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  2. E poi ricordatevi che la Val Marecchia l'abbiamo regalata noi marchigiani alla Romagna, pochi anni fa. Ne abbiamo così tante di vallate simili a questa che ci escono dalle tasche. Ciao Barba, bella descrizione.

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    1. Regalata... mica tanto : (
      Purtroppo con la secessione dei sette comuni abbiamo perso un pezzo di quella pluralità che contraddistingue da sempre la nostra regione... peccato!
      Grazie Leo.

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  3. Una pubblicazione molto interessante, e anche delle foto bellissime! Che bel posto! Complimenti. Un grande abbraccio, Barba.

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    1. Hola Patzy, grazie mille!
      Tempo addietro mi hai chiesto qualche dritta sui luoghi più interessanti da visitare dalle mie parti, io parlandoti di San Leo volli nominare anche la Rocca di Maiolo o Maioletto.
      Ho creato questo post pensando al fatto che per visitare tutte le cose belle dell'Italia non basterebbe una vita sola... come una volta mi hai scritto tu.
      Per fortuna esistono molti blogger che con i loro occhi ci mostrano città, borghi, caselli, montagne, boschi,ecc... luoghi che con tutta probabilità non saremmo mai in grado di visitare come vorremmo.
      Con questo post ho contribuito alla causa ; ))

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  4. Lupo ulula' castello ululi'...
    Bene come sempre, ciao Roberto

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  5. Ciao Barba, conoscevo il tuo blog, grazie a questa relazione sulla Rocca di Maioletto fatta veramente molto bene, qualche giorno fà ci ho fatto un salto insieme alla tappa "obbligatoria" del castello di San Leo (l'avevo visitato 20 anni fa). Ho inserito nella mia pagina "Montagne Web"il tuo logo e l'indirizzo del tuo blog. Christian

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    1. Anche io manco da San Leo da diverso tempo ormai...sarebbe bene tornarci ...
      Grazie mille Christian... a presto!

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  6. Leo Pieretti non e' proprio cosi.... siamo noi che ce ne siamo andati dalla regione Marche ... non voi che ci avete lasciato...
    Abbiamo fatto un referendum apposta per uscire da quella regione con le pezze al xxlo ....
    Ciao ciao

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    1. La volgarità VI distingue sempre , è una fortuna per le Marche essersi liberata di tal geniade : Auguri per il Vostro futuro e per il Vostro ospedale:.

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    2. Le pezze al XXLO ce le avrai tu , le Marche son una civile e bellissima REGIONE con piccola e media industria diffusa . Rispetto la vostra decisione di andarvene .. affari vostri ... ma continuare ad insultare è solo segno di cafonaggine ed inciviltà .

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  7. Rimini alfa2

    Intervengo solamente per evidenziare che certa gente non merita di stare né nelle Marche né in Emilia-Romagna , trovo esecrabile il linguaggio scurrile offensivo e cialtronesco nei riguardi di una intera regione e quindi popolazione
    che meritano un totale rispetto sia sostanziale che formale , ricordo al "marchignolo" della alta valmarecchia di pulirsi le scarpe ogni volta che debba entrar in quel di Rimini ... grazie!

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  8. Rimini alfa2

    Aggiungo che il sig Leo Pieretti non aveva detto nulla di disdicevole
    l'alta valmarecchia effettivamente è stata " regalata" nel senso che poco è stato fatto per mantenerla in PU .. ma realmente poco c'era da fare ..la pretesa di avere Ospedale e tutti i vari servizi accentrati nella valle era una utopia allora e rimane una utopia OGGI ..anzi oggi a maggior ragione .. con le ristrettezze economiche che interessan TUTTE le Regioni . E' anche vero che le Marche hanno tantissime vallate come la Valmarecchia ... forse quel poco erudito signore non ha girato le Marche come il sottoscritto se lo avesse fatto sarebbe meno spocchioso ed arrogante per meriti che non son certamente i suoi!
    Comunque certi personaggi non son graditi da nessuna parte.

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    1. è il solito " marchignolo" purtroppo ora è tra di noi, ma si riconoscono al volo!

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    2. ovviamente mi riferisco a " 6 marzo "

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  9. http://www.sacchiafarm.com/wp-content/uploads/2014/02/PANORAMA_BORGO_800-3.jpg

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  10. il solito pecoraro volgare , è una fortuna che ORA devono succhiare soldi a RIMINI , rientra nella caverna che fai meglio !

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  11. Sono originario di Maioletto, la mia Famiglia vi ha vissuto fin dal 1500 e ildebrando Cucci é l'ultimo ad avere avuto dimora alla base del castello diroccato. Ringrazio la ricercatrice per l'ottimo lavoro. Non importa in quale Provincia sia. È semplicemente MONTEFELTRO

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    1. Mi accorgo del commento solo ora...
      Grazie dei complimenti signor Cucci, fatti da un giornalista sono lusinghieri.
      Per essere puntiglioso sono un lui, no una lei.
      Non ero a conoscenza delle sue origini feltresche, il suo commento arricchisce ancora di più questo mio post.
      Le auguro buon Natale ed un felice anno nuovo!

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  12. Ottimo lavoro. Unica precisazione, la rocca di cui lei parla non è di Maioletto ma di Maiolo, il borgo medievale che sorgeva ai suoi piedi, andato distrutto da una frana nell'anno 1700, come risulta anche dalla cronaca di Giammaria Lancisi che lei cita. Maioletto è invece una località minore sul versante nord dello stesso monte. Cordialità Mauro Menghini

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    1. Grazie per la precisazione Mauro. Effettivamente durante la stesura del post ho fatto confusione tra i due nomi... Maiolo, Maioletto e alla fine, pensando che fosse il nome della rocca ho optato per quest'ultimo.

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