sabato 20 gennaio 2018

Escursione sul Monte Pietralata: dal Santuario del Pelingo ai prati sommitali

Molto tempo è trascorso dalla mia ultima pubblicazione sul blog: la piccola Nicole, impegni e beghe di svariato tipo hanno preso il sopravvento su buona parte del 2017. Per fortuna non ho smesso di camminare. Di tanto in tanto infilo gli scarponi, metto lo zaino in spalla e parto alla scoperta degl'angoli più nascosti e suggestivi del mio territorio.
Perciò qualcosa da raccontare fortunatamente c'è l'ho ancora!

Come prima pubblicazione di quest'anno ho scelto un'escursione fatta, sul Monte Pietralata, nella Riserva Naturale della Gola del Furlo, all'inizio della primavera scorsa. Si tratta di una breve camminata allo scopo di sgranchirmi le gambe in vista di itinerari più lunghi durante le bella stagione. 
Il Monte Pietralata si presta in modo egregio a questo tipo di escursioni: infatti non si tratta di una vera e propria montagna ma di un'alta collina che raggiunge gli 889 m s.l.m.. Il Pietralata è stato, nei tempi passati, fortemente antropizzato quindi è attraversato da numerose strade e stradicciole, possiede ampie porzioni di rimboschimento a conifere ma, allo stesso tempo si trovano altrettanti boschi spontanei, praterie, pareti strapiombanti, magnifici punti panoramici e antichissimi insediamenti che ne fanno comunque un luogo ideale per una camminata.

Itinerario
La prima domenica di primavera, nell'immediato dopo pranzo, mi sono diretto ai piedi del Monte Pietralata. Per essere più preciso, ho raggiunto il Santuario Mariano del Pelingo sul versante sud-occidentale della montagna. 
Dalla chiesa, seguendo la segnaletica, sono salito sul crinale che conduce all'antico castello di Pietralata per poi continuare l'ascesa fin sulle praterie sommitali. Una volta raggiunte le ondulate cime della montagna, ho abbandonato il tracciato segnalato per scendere velocemente verso l'antico insediamento di Pietralata dove ho ripreso a percorrere il sentiero fatto all'andata.
Qui di seguito la mappa descrive dettagliatamente l'itinerario.

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Le immagini dell'escursione 

Il punto di partenza di questa breve escursione sul Monte Pietralata: il Santuario del Pelingo, nel comune di Acqualagna (PU). E' una bella domenica dal clima fin troppo mite. La chiesa non è ancora affollata ma a metà pomeriggio sarà colma di fedeli.
Già al Pelingo è presente la segnaletica della Riserva della Gola del Furlo: il sentiero 441, discretamente segnalato, mi condurrà fino alla cima della montagna.
La primissima parte del tracciato si snoda tra le case di campagna ai piedi del Pietralata.
Una svolta a destra, una a sinistra e si raggiunge l'ultima casa dove il padrone sta arando un piccolo fazzoletto di terra con il trattore.
Oltre, inizia la vera salita verso il castello di Pietralata.
E' il periodo in cui fioriscono le anemoni sellate; un tocco di colore in una natura ancora segnata dall'inverno.
Il pietroso crinale che conduce fino al primo cocuzzolo, dove sorge l'antico abitato di Pietralata.
Dietro di me si apre la visuale sull'Appenninino Umbro-Marchigiano, sullo sfondo infatti sono ben riconoscibili il Massiccio del Catria a sinistra, il Monte Petrano al centro e a destra il complesso montuoso del Monte Nerone. Sotto invece si trova la Valle del Candigliano con l'abitato di Acqualagna.
Salendo incappo nella strada che dal Pelingo sale fin sul Monte Pietralata; io invece continuo l'ascesa seguendo la cresta del crinale.
In poco tempo raggiungo ciò che resta del Castello di Pietralata. I pochi edifici ancora agibili, inclusa la chiesa, non sono fruibili eccetto d'estate quando viene aperto un chiosco. Bisogna by-passare il villaggio.
Una volta riuscito ad aggirare Pietralata mi basta consultare la segnaletica.
Proprio fuori dal castello la strada che sale si biforca. Il sentiero 441, secondo i cartelli appena consultati prosegue a sinistra.
Pochi metri dopo, un paletto con i caratteristici colori rosso e bianco mi indica la via di ascesa alle praterie del Monte Pietralata.
Si inizia la salita tra basse conifere.
Per finire, più in alto, in una fitta ed alta foresta di pini.
Quando le pendenze del terreno diminuiscono il tracciato ritrova la strada dalla quale è nuovamente possibile osservare l'appennino.
Prima di raggiungere le praterie sommitali del Monte Pietralata, la vegetazione si fa piuttosto rada e tra questa non è difficile scorgere una piccola croce. Accanto a questa un cartello ricorda che in questo punto, nel medioevo si trovava la chiesa di Santa Croce, caduta in rovine attorno all'anno 1439.
Finisce il bosco di conifere... si apre la prateria.
Sotto di me, a nord, si trova Fermignano, nella Valle del Metauro.
Uno sguardo sull'appennino.
Cammino su e giù tra le tondeggianti colline che caratterizzano le praterie sommitali del Monte Pietralata.
In cima ad uno di questi colli decido di scendere a valle attraversando il bosco sottostante.
Un fuori pista tutto in discesa sotto alti pini.
Per finite dritto a Ca'Tona, un edificio del demanio lasciato, come spesso accade, al suo destino.
Sotto Ca'Tona una stradicciola mi riconduce comodamente al castello di Pietralata.
Difronte a me si apre la piccola valle del Fosso del Bregno.
Raggiungo il castello ma prima di scendere a valle e tornarmene a casa mi soffermo sotto un vecchio mandorlo ad osservare i ruderi.
E' sera quando sto per tonare a valle.
Ma ho tutto il tempo per potermi godere il crepuscolo di questa giornata.